#apine, vi ricordate che qualche mese fa ero passata all’ago da ricamo vero e proprio?
A distanza di tempo posso dire di essere piuttosto soddisfatta. La mia passione sta diventando sempre più girl power e, a dirla tutta, sto anche cominciando a ottenere dei buoni risultati (e se lo dice nonna!).
Per questo (aihmè) ultimo mese di vacanza, ho deciso di cimentarmi con un punto in particolare: il punto filza. Lo sapete da dove nasce questo punto?
Pensate che è uno dei punti più antichi che esistano, oltre a essere uno dei punti più conosciuti al mondo. In Giappone viene utilizzato per realizzare i ricami Sashiko, quelli che vanno ad abbellire i famosissimi kimono.
Come e quando scegliere il punto filza?
Personalmente direi… sempre! Considerato che forse è l’unico punto che mi esce “bene”, almeno per il momento. Per realizzarlo bisogna scegliere il tessuto adatto, che deve essere a trama regolare. L’ago deve essere fatto scorrere dolcemente, facendo muovere il filo su e giù per il tessuto, mantenendo sempre una distanza regolare.
Se siete ad un livello più avanzato, potete pensare di provare un’altra delle numerose tecniche di lavorazione del punto filza: per esempio, a file scambiate, in diagonale, con la lavorazione a stuoia oppure il punto Damasco (ma per questo dovrete aspettare la prossima puntata 😊).
Per ricapitolare, il punto filza è perfetto per sfumature e velature nei vostri disegni da ricamo, soprattutto per le ombreggiature di fiori o frutti, che ci piacciono tanto.
Altrimenti, potete scegliere di riempire questo super cuore #girlpower!
