“C’è una strada da seguire. Seguitela. Capite quali sono i vostri obiettivi, sia nel lungo che nel breve termine e lavorate per raggiungerli”.

Laura Vernizzi, campionessa olimpica di ginnastica ritmica, racconta il suo sogno. Tra cerchi, clavette e una voce a farle da guida: The Doctor.

Una carriera iniziata a soli 6 anni. Evidentemente in Laura c’era qualcosa di speciale.. A 8 anni entra nella Federazione Ginnastica d’Italia. A 12 anni si cimenta in una gara regionale di interesse nazionale, ma purtroppo esce di pedana con il cerchio. Ma non si lascia sconfiggere e va avanti, seguendo la propria voce. Nel 1998, un anno dopo l’uscita di pedana, arriva ai Campionati Italiani e si qualifica seconda.  Da lì, la direttrice tecnica nazionale la convoca per la Nazionale Giovanile, con cui raggiungerà il podio ai Campionati Italiani Nazionale Senior.

“Nel 2001 una allenatrice russa mi ha selezionata per partecipare ai Mondiali di Madrid. Già a 13 anni ho cominciato a stare lontano da casa: da due settimane, fino ad un anno intero, quando tornavo a casa soltanto per rifare la valigia”. 

Durante tutto questo periodo Laura si allena nella Società Comense di Como, città di cui è originaria, fino a quando, nel 2002, capisce che è il momento di cambiare rotta. Così, entra a far parte della Società San Giorgio Desio, attualmente una tra le più forti in Italia. La responsabile della squadra nazionale decide di farla entrare nella squadra a 5 per la qualificazione alle Olimpiadi di Atene.

Con cerchi, palle e cinque nastri, tra sforzi e sorrisi, le ragazze vincono la medaglia d’argento. Seguono altre gare quali Coppe del Mondo e Serie A.

Eppure, Laura dimostra ancora una volta di essere diversa dalle altre, o “più testona”, come dice di sé. “Sono nata come individualista e individualista sono tornata, anche dopo l’esperienza con la squadra”. Una  scelta inusuale: a quei livelli l’ambiente della  ginnastica ritmica è molto competitivo.

 “Devo arrivare dove voglio, finché non arrivo, non mollo”.

Durante l’ultimo campionato, quello decisivo pe qualificarsi a Pechino 2008, però la gara non va benissimo e Laura decide di dare un’altra svolta. A soli 22 anni ripensa la sua vita fuori da stanze d’hotel e palestre.

Cominciano le tournee teatrali, poi l’esperienza a “Scherzi a parte” grazie all’amico della Nazionale Luca Bizzarri e poi l’esperienza da allenatrice.

“Non  avevo voglia di farlo ad alto livello. Ho avuto un momento di rigetto verso l’allenamento perché è un luogo dove ti fanno davvero sudare ogni cosa. Poi, non ho resistito,  non riuscivo a non insegnare quello che avevo imparato”.

UNA NUOVA LAURA: L’ALLENATRICE

Per 4 anni Laura insegna alle ragazze della palestra di Omegna, una società che contava non più di 30 ragazze agli inizi e che, invece, è arrivata ad averne più di 100 con tre sedi differenti. “Non mi sentivo esattamente al mio posto e ho deciso di aprire la mia società, cercando una sede che fosse comoda anche per le bambine di Omegna e ho scelto Gozzano”.

Ecco il secondo primato di Laura: la prima donna atleta ad aver aperto la propria società sportiva dopo la carriera.

“Mi dicono che sono tra le poche allenatrici che parla con le proprie ragazze. Ma voglio sempre capire i loro problemi. Soprattutto, nei momenti in cui viene loro da piangere. Cerco di spronarle a superare ogni momento difficile in cui vorrebbero mollare. Un allenatore porta al massimo l’atleta, soprattutto nel momento della fatica. Cerco di aiutarle con le parole e con la motivazione. Questo è quello che fa un allenatore: accompagna”.

I CONSIGLI DI LAURA ALLE #APINE

In tanti anni di allenamento ho imparato che se vuoi raggiungere un obiettivo, c’è una strada da seguire. Capite quali sono i vostri obiettivi, sia nel lungo che nel breve termine, e lavorate per raggiungerli.

Andate avanti “con la vostra testa”. Anche quando siete spaventate.

Ci sono stati dei momenti in cui ho pensato di dire “basta”, ma ho sempre trovato un modo tutto mio per superarli. Avevo la mia famiglia, che mi ha sempre lasciato fare quello che desideravo. Ma soprattutto, avevo  la forza della passione. Io volevo arrivare. E ce l’ho fatta.

E sapete anche grazie a chi? Valentino Rossi. Era lui a spronarmi quando avrei voluto mollare. Cercate il vostro campione e fate come farebbe lui.

Cri

Cri

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Questo sito utilizza tecnologie di terze parti che salvano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. Cookies servono a far funzionare correttamente questo sito (technical cookies), a generare report statistici (statistics cookies) e per pubblicizzare correttamente i nostri servizi (profiling cookies). Possiamo usare usare i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o no i cookie statistici e di profilazione. Attivando i cookies ci aiuti a offrirti una migliore esperienza di navigazione.