JESSICA FIORINI, VICE-PRESIDENTE DI APE

I miei primi sintomi nascosti

I primi sintomi sono arrivati presto, fin da quando andavo a scuola, ma non sapevo che fossero quelli della malattia. Credevo che fosse tutto normale, ma poi il problema si è manifestato intorno ai 23 anni. C’è stata una notte in cui sono stata davvero male e sono andata in ospedale, dove mi hanno detto che era un’appendicite. Mi ricordo che era estate e che il mio unico pensiero era quello di uscire al più presto da lì per partire in vacanza con le amiche. 

Purtroppo, poi non è andata tanto bene perché i medici hanno scoperto che l’appendicite era causata da qualche cosa, che non era ben definibile. L’endometriosi, infatti, quindici anni fa non era nemmeno riconosciuta come malattia. Non se ne sapeva nulla e io non ne sapevo nulla. 

Fortuna, sì, però è meglio l’informazione…Viva l’estetista!

La mia fortuna è stata la mia estetista di allora, con cui ho parlato dei dolori che avevo durante il ciclo mestruale e che mi ha svelato che sua sorella soffriva per lo stesso motivo. 

Aveva l’endometriosi. 

Dopo l’operazione per l’appendicite avevo continuato con la stessa vita di sempre, ma quando sono venuta a sapere della malattia ho cominciato ad informarmi. Nel 2004, quando avevo 24 anni, ho affrontato il primo intervento con la consapevolezza che non sarebbe stato così facile. Un giorno una collega mi ha portato il volantino dell’associazione e sono venuta a conoscenza di un mondo. Prima credevo che l’endometriosi fosse una malattia rara, invece ho scoperto che eravamo tantissime.  

A quel punto mi è scattato subito un pensiero: “Devo assolutamente fare qualcosa!”. 

E così dal 2006 sono diventata volontaria per l’associazione, fino ad essere vice – presidente. 

Ho scelto! La salute prima di tutto

Con l’associazione ho cominciato a frequentare le scuole e ho riscoperto questa nostalgia per quel mondo. Spesso penso che se avessi avuto la fortuna di incontrare qualcuno come le nostre volontarie, in quel periodo della vita, probabilmente le cose sarebbero andate diversamente. Avrei potuto portare avanti una gravidanza. 

La difficoltà maggiore, una volta, era proprio quella di non avere informazione intorno a noi. La mancanza di conoscenza rendeva tutto più difficile: parlarne con le persone e chiedere aiuto quando necessario. L’endometriosi è un argomento che riguarda la nostra intimità, non avevo molta voglia di parlarne e sentirmi in errore. Il percorso può essere difficoltoso, ma la consapevolezza della malattia e di sé è troppo importante per lasciar perdere. 

Oggi siamo molto più fortunate perché c’è informazione e conosciamo la malattia. Anche se è cronica, ci sono modi per prevenire o, comunque, mantenerla sotto controllo. Stile di vita sano, buona alimentazione, attività fisica e controlli regolari. Può far paura leggere della malattia, ma non dobbiamo averla perché siamo in tante #apine! 

Non aspettiamo a curarci della nostra salute e, soprattutto, non deleghiamola ad altri. Facciamo vedere il nostro #girlpower!

Cri

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